Studio 4e Big SEE Award 2023: la Wine Cellar di Baglio Donna Franca
- Fabio Costanzo
- 27 mar
- Tempo di lettura: 9 min
Ci sono momenti in cui un progetto smette di essere semplicemente un edificio e diventa una dichiarazione. Un gesto architettonico che racconta un territorio, interpreta una cultura, dialoga con la storia senza rinunciare al presente. La Wine Cellar di Baglio Donna Franca, progettata dagli architetti Fabio Costanzo e Maria Rosaria Piazza di Studio 4e, è esattamente questo: un'opera che ha saputo trasformare la complessità in bellezza, l'identità siciliana in linguaggio contemporaneo.
Non è un caso, dunque, che nel 2023 questo progetto abbia conquistato il Big SEE Tourism Design Award — categoria Architecture and Interior Design as Experience — uno dei riconoscimenti più prestigiosi in Europa nel campo dell'architettura e del design legati al turismo. Un premio assegnato da una giuria internazionale che valuta non solo la qualità estetica, ma la capacità di un intervento di creare senso, generare esperienze e radicarsi in un luogo senza soffocarlo.
Questo articolo racconta la storia di quel progetto, del premio e del metodo che sta dietro al lavoro di Studio 4e.

Il Big SEE Award: un palcoscenico europeo per l'eccellenza nel design
Il Big SEE — acronimo di Best in Growth South-East Europe — è una piattaforma europea dedicata all'architettura e al design di qualità. Nata con l'obiettivo di valorizzare i migliori progetti realizzati nell'area dell'Europa del Sud-Est e del bacino mediterraneo, la manifestazione premia ogni anno opere che si distinguono per innovazione, coerenza progettuale e capacità di generare valore per il territorio.
Il Big SEE Tourism Design Award è la categoria dedicata ai progetti che operano nell'ambito del turismo esperienziale: strutture ricettive, enoteche, spazi di accoglienza, percorsi culturali, luoghi in cui architettura e design servono un'esperienza autentica. Non basta costruire bene: occorre costruire in modo significativo, lasciando un segno che vada oltre la funzione immediata.
Ricevere questo riconoscimento significa essere selezionati tra le migliori opere di un'intera area geografica europea. Significa che il lavoro svolto da Studio 4e per Baglio Donna Franca è stato riconosciuto a livello internazionale come esempio virtuoso di come l'architettura possa servire il turismo, la cultura e il territorio.

Baglio Donna Franca: radici profonde nel cuore della Sicilia
Per comprendere il progetto della Wine Cellar occorre prima capire il luogo. Baglio Donna Franca si trova nell'entroterra marsalese, immerso tra i vigneti dell'altopiano di Birgi, nella provincia di Trapani. Un paesaggio che ha la lentezza del tempo, l'orizzonte basso dei campi, il silenzio che appartiene solo ai luoghi in cui la terra parla ancora con voce chiara.
Il termine baglio indica, nella tradizione siciliana, una struttura rurale organizzata attorno a una corte centrale: un insieme di volumi costruiti nel corso dei secoli per ospitare le attività legate alla campagna, alla vendemmia, alla trasformazione delle uve. Architetture pragmatiche, costruite con i materiali del luogo — pietra calcarea, intonaci bianchi, coperture a tegola — che nel tempo hanno acquisito un'identità visiva fortemente radicata nel paesaggio.
Baglio Donna Franca ha una storia che si intreccia con quella della famiglia Florio, i grandi imprenditori siciliani che nel XIX secolo costruirono un impero commerciale e culturale senza precedenti. Il baglio fu un punto d'appoggio per la raccolta delle uve del plateau di Birgi, materia prima fondamentale per la produzione del Marsala DOC. Oggi, il luogo conserva quella memoria stratificata e la trasforma in accoglienza: un'azienda vinicola che produce e racconta il vino siciliano aprendo le sue porte al turismo enogastronomico di qualità.
La sfida progettuale: dialogare con la storia senza imitarla
Intervenire in un contesto storico come un baglio siciliano è sempre una sfida delicata. Da un lato c'è la necessità di rispettare l'identità del luogo, di non tradire la memoria costruttiva, di non inserire un oggetto estraneo in un sistema già compiuto. Dall'altro c'è la responsabilità di non cadere nel pastiche storicista: copiare il passato senza comprenderlo è un atto che impoverisce tanto il nuovo intervento quanto il contesto che lo accoglie.
Gli architetti Fabio Costanzo e Maria Rosaria Piazza, insieme all'architetto Luigi Castellana, hanno affrontato questa sfida con chiarezza concettuale. Il nuovo volume non imita il passato, ma lo riconosce. Parla un linguaggio contemporaneo e originale, con la consapevolezza di chi sa che ogni edificio porta con sé il peso e la grazia del luogo in cui sorge.
Il risultato è un'architettura che si integra armoniosamente con le preesistenze storiche senza rinunciare alla propria identità. Una coerenza difficile da raggiungere, che richiede una padronanza non solo tecnica ma culturale del progetto.
Il concept: la bottiglia e il tralcio di vite
Al cuore del progetto ci sono due segni iconici, due rimandi visivi che trasformano l'edificio in una metafora dell'attività che ospita.
Il primo è la forma del tetto, che riprende il profilo curvo di una bottiglia di vino. Vista dall'esterno, la copertura descrive una silhouette inconfondibile: una linea morbida che sale e scende con la stessa eleganza con cui si segue il profilo di un grande vino. Non è un elemento decorativo sovrapposto, ma una scelta strutturale che governa l'intera volumetria dell'edificio.
Il secondo segno è la divisione degli spazi interni, che riprende il tracciato spezzato di un tralcio di vite lignificato. La linea franante del ramo della vite — quella geometria irregolare che la natura compone con assoluta precisione — diventa il principio organizzativo degli ambienti interni, guidando la successione delle sale espositive e creando un ritmo spaziale funzionale ed evocativo.
Questi due elementi — il profilo della bottiglia e il tralcio di vite — raccontano il vino in modo diretto, senza didascalie. L'architettura parla del luogo che abita, ed è questa capacità narrativa che ha colpito la giuria del Big SEE Award.
Gli spazi: una galleria del gusto tra tasting room e cantine espositive
La wine cellar è stata concepita come una galleria del gusto, un percorso spaziale che collega i due volumi preesistenti del baglio — la reception e il ristorante — creando una continuità fisica e simbolica tra le diverse funzioni del luogo.
L'ingresso alla nuova struttura avviene attraverso un grande spazio per la degustazione, caratterizzato da una parete completamente vetrata che apre visivamente sull'interno del cortile del baglio. Chi entra nella wine cellar non perde di vista il paesaggio che la circonda, ma lo incorpora nell'esperienza della visita. La luce del cortile entra nello spazio, modifica le percezioni durante le ore del giorno, crea un rapporto vivo tra interno ed esterno.
Da questo spazio principale si dipanano sei sale espositive a temperatura e umidità controllate, ambienti progettati per la conservazione e la presentazione delle bottiglie. Ogni sala è un capitolo autonomo del percorso, ma le sale sono pensate come ambienti interconnessi, in modo che la visita abbia la fluidità di una narrazione. La cura per il controllo climatico non è solo tecnica: rappresenta il rispetto per il prodotto che viene ospitato. Il vino è un essere vivente, e le condizioni in cui viene conservato determinano la qualità di ciò che il visitatore troverà nel bicchiere.
Materiali e cura del dettaglio
L'architettura di Studio 4e si riconosce anche nella scelta e nel trattamento dei materiali. Per Baglio Donna Franca, la selezione è stata guidata da un doppio criterio: la coerenza con il paesaggio storico del baglio e la qualità estetica e tecnica necessaria per un progetto di questa risonanza.
Le superfici interne ed esterne dialogano con la materialità tradizionale della costruzione siciliana, reinterpretandola in chiave contemporanea. Le finiture sono pulite, essenziali, progettate per non distrarre dalla qualità dello spazio e dall'esperienza che offre. La facciata scura con rivestimento in listelli orizzontali crea un contrasto netto con il paesaggio luminoso della campagna marsalese, rendendo il nuovo volume immediatamente riconoscibile senza risultare invasivo.
L'illuminazione è stata studiata con attenzione: negli ambienti di degustazione valorizza i prodotti esposti e crea un'atmosfera calda e accogliente; nelle sale espositive è funzionale e calibrata per garantire le condizioni ottimali alla conservazione. In entrambi i casi, la luce è uno strumento narrativo, non una mera necessità tecnica.

Un progetto che parla di Sicilia al mondo
La Wine Cellar di Baglio Donna Franca non è solo un edificio funzionale. È un ambasciatore dell'identità siciliana nel mondo. Un luogo in cui l'architettura contemporanea incontra una tradizione enologica tra le più antiche del Mediterraneo, dove il visitatore — italiano o straniero — trova non solo vino, ma una storia da capire e da sentire.
Il turismo enogastronomico è oggi uno dei segmenti più dinamici del turismo culturale. I viaggiatori cercano autenticità, cercano luoghi in cui l'esperienza del gusto si intreccia con quella del paesaggio, dell'architettura, della memoria. Baglio Donna Franca, grazie al progetto di Studio 4e, è diventato esattamente questo tipo di luogo.
Il riconoscimento del Big SEE Tourism Design Award certifica una realtà che chiunque visiti il posto può percepire: qui l'architettura ha aggiunto valore, non solo in termini economici, ma in termini di significato, di esperienza, di narrazione del territorio.
Studio 4e: un metodo fondato sulla visione
Il progetto di Baglio Donna Franca non è un caso isolato nel percorso di Studio 4e. È l'espressione coerente di un metodo che lo studio porta avanti da anni: la convinzione che ogni progetto debba nascere dall'ascolto profondo del luogo, del committente e della cultura che li connette.
Fondato nel 1996 dagli architetti Fabio Costanzo e Maria Rosaria Piazza, Studio 4e ha sviluppato nel tempo una pratica professionale che unisce rigore della ricerca progettuale e capacità di sorprendere. Ogni opera è il risultato di un processo lungo, fatto di sopralluoghi, dialoghi, schizzi, revisioni: un percorso in cui la soluzione finale non è mai il punto di partenza ma la destinazione di un viaggio condiviso con il committente.
Questa visione si applica tanto ai grandi progetti complessi — come le ville su misura, le strutture ricettive, i progetti di rigenerazione urbana — quanto agli interventi più intimi, come la ristrutturazione di un appartamento o il recupero di uno spazio storico. In ogni caso, il risultato porta il segno di una riflessione autentica, di una responsabilità verso il luogo e verso chi lo abita.
Studio 4e e il Big SEE Award 2023: premi internazionali e riconoscimenti
Il Big SEE Award 2023 si aggiunge a una serie di riconoscimenti che attestano la qualità del lavoro di Studio 4e su scala internazionale. La capacità di vincere premi in contesti competitivi europei dimostra che il lavoro svolto a Palermo e in Sicilia non ha nulla da invidiare ai migliori studi di architettura del continente.
Per i clienti di Studio 4e, questo significa molto. Affidarsi a uno studio riconosciuto a livello europeo vuol dire lavorare con professionisti che operano con standard progettuali di eccellenza, costantemente esposti al confronto con le migliori pratiche internazionali e che portano questa ricchezza in ogni progetto, grande o piccolo che sia.
Il premio non è un trofeo da esporre: è la conferma pubblica di una qualità che si costruisce giorno per giorno, progetto per progetto, scelta per scelta.
Il turismo e l'architettura: un binomio che trasforma i luoghi
La Wine Cellar di Baglio Donna Franca apre anche una riflessione più ampia sul ruolo dell'architettura nel turismo contemporaneo. In Sicilia, in modo particolare, il patrimonio paesaggistico, enogastronomico e storico offre opportunità straordinarie per creare esperienze turistiche di eccellenza. Ma queste opportunità si realizzano appieno solo quando l'architettura è all'altezza della sfida.
Un edificio mal progettato può distruggere il potenziale di un luogo. Un edificio progettato con intelligenza e sensibilità può trasformarlo, farlo diventare una destinazione, dargli una risonanza che va oltre i confini regionali. È quello che è successo con il progetto di Studio 4e per Baglio Donna Franca.
In questo senso, il Big SEE Tourism Design Award non premia solo un edificio ma un'idea: che il design di qualità sia un investimento, non un costo. Che costruire bene — con cura, con visione, con rispetto per il luogo — sia il modo migliore per creare valore nel lungo periodo.
Perché affidarsi a uno studio di architettura premiato internazionalmente
Se stai pensando a un progetto di architettura — che si tratti di una villa, di una ristrutturazione, di un progetto commerciale o di un intervento sul paesaggio — la scelta dello studio a cui affidarti è la decisione più importante che farai.
Lavorare con uno studio che ha dimostrato la propria qualità in un contesto internazionale significa avere accesso a un metodo progettuale affinato, a un'esperienza che va oltre il singolo progetto, a una rete di competenze e sensibilità che si riflette in ogni scelta. Significa avere al proprio fianco dei professionisti che non si limitano a costruire, ma che costruiscono bene.
Studio 4e porta in ogni progetto la stessa visione che ha portato la Wine Cellar di Baglio Donna Franca a vincere il Big SEE Award 2023: la capacità di ascoltare, di interpretare, di trasformare le esigenze del cliente in un'architettura che ha senso, che dura, che emoziona.
Un inizio si chiama sopralluogo
Ogni grande progetto di Studio 4e inizia allo stesso modo: con un incontro, un ascolto, un sopralluogo. Non ci sono soluzioni preconfezionate, non ci sono formule standard. Ci sono gli architetti, il luogo e le ambizioni di chi li commissiona.
Se hai un progetto in mente — a Palermo, in Sicilia, o altrove — il primo passo è semplice: contattare lo studio, raccontare la tua idea e lasciare che cominci quel percorso di ascolto e di progettazione condivisa che ha già prodotto opere riconosciute in tutta Europa.
La qualità non è un caso. È il risultato di un metodo. Ed è quello che Studio 4e porta in ogni progetto che firma.

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